Tutti i particolari sul nuovo regolamento europeo per la riduzione delle emissioni di CO2
Nel corso del 2022 le nuove regole in arrivo sul fronte europeo rispetto all’efficientamento energetico degli edifici sono state tra gli argomenti più caldi e discussi, specialmente in Italia che, a causa dell’esistenza di un patrimonio immobiliare piuttosto carente sotto questo punto di vista, potrebbe essere tra gli Stati che più di altri dovranno intervenire in maniera organica per rispettare tali norme.
Insomma, si sta avvicinando un momento piuttosto critico e di rottura col passato, un momento che può essere considerato problematico ma, allo stesso tempo, ricco di opportunità per l’economia nazionale, in particolar modo per il settore edile.
In questo articolo esamineremo le caratteristiche principali della nuova Direttiva Europea e cercheremo di delineare quelli che saranno i più probabili sviluppi futuri.
Direttiva Europea per la riduzione delle emissioni di CO2: queste le norme imposte sugli edifici non residenziali
All’interno dell’Unione Europea gli edifici producono più di 1/3 del totale di CO2 prodotto della UE, una quantità di emissioni tale da spingere l’Unione stessa a intervenire con un regolamento ad hoc: una Direttiva specificatamente indirizzata all’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare degli Stati membri.
Tale norma è in procinto di essere approvata in via definitiva dal Parlamento Europeo ed è caratterizzata da una serie di linee guida che disciplinano sia gli edifici nuovi che quelli già esistenti.
Per quanto riguarda i primi, la Direttiva impone per quelli pubblici di raggiungere un livello di emissioni pari a zero a partire dal 2028. Quelli privati, invece, saranno sottoposti a tale obbligo a partire dal 2030.
Gli edifici già esistenti, invece, sono regolati in base alla destinazione, distinguendo tra non residenziali e residenziali.
In riferimento ai primi, la Direttiva lascia ai singoli Stati membri la libertà di indicare la quantità massima di energia per mq che sarà possibile utilizzare, rispettando allo stesso tempo le seguenti regole:
- entro il 2030 le loro emissioni dovranno essere ridotte del 15%;
- entro il 2034 dovranno essere ulteriormente ridotte del 25%.
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Classe energetica degli edifici residenziali: i limiti previsti dalla Direttiva
Passiamo ora ad analizzare le norme imposte dalla Direttiva Europea sugli edifici residenziali esistenti, l’aspetto del regolamento che sta causando numerose preoccupazioni da parte di tante famiglie italiane.
In sostanza, tutti gli immobili di questo tipo dovranno:
- raggiungere almeno la classe energetica E entro il 2030;
- raggiungere almeno la classe energetica D entro il 2033;
- dal 2040 produrre una quantità di emissioni fissata singolarmente da ogni Stato membro volta all’obiettivo di raggiungere le emissioni zero su tutto il territorio dell’Unione entro il 2050.
Il problema è che il patrimonio immobiliare italiano è in gran parte obsoleto ed è caratterizzato per il 60% da edifici che appartengono alle classi energetiche più basse, vale a dire F e G. E nel giro di 7 anni dovranno necessariamente essere ristrutturati in modo da raggiungere gli obiettivi delineati dalla Direttiva.
E l’aspetto più preoccupante è che, fino a che non verranno eseguiti gli interventi necessari, questi immobili sono destinati a conoscere un graduale deprezzamento che potrebbe mettere in serie difficoltà i relativi proprietari. È questo il motivo principale che sta spingendo tantissime famiglie a investire sull’efficientamento energetico, anche al fine di evitare le probabili sanzioni che andranno a colpire gli inadempienti.

Bonus per l’edilizia e obbligo SOA: le prospettive future per gli operatori economici italiani
In base alla situazione delineata nei paragrafi precedenti, i bonus per l’edilizia introdotti in Italia assumono un ruolo ancora più centrale e rappresentano una preziosa risorsa per accompagnare il passaggio dal panorama attuale a un futuro a emissioni zero senza mettere in seria difficoltà i proprietari di immobili.
Con ogni probabilità nei prossimi anni verranno avviati numerosi interventi di ristrutturazione sull’intero territorio italiano, un investimento tanto più positivo perché, oltre a migliorare l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare, costituirà un’ulteriore spinta per la crescita dell’industria edile e presenterà numerose opportunità per le aziende del settore, specialmente per quelle più aggiornate rispetto alle normative nazionali.
Si ricorda, infatti, che a partire da quest’anno è entrato in vigore l’obbligo SOA per i lavori coperti dai bonus per l’edilizia, in particolare per il superbonus, l’ecobonus, il bonus ristrutturazioni e il sismabonus. Di conseguenza, le uniche aziende in grado di partecipare al rinnovamento del patrimonio immobiliare nazionale e di sfruttare al massimo il proprio potenziale saranno quelle che possiedono l’attestazione SOA.
Al contrario, tutte le altre rischieranno seriamente di rimanere escluse dalle migliori opportunità del mercato
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In conclusione
Abbiamo pubblicato questo articolo per agevolare ai lettori la comprensione della Direttiva Europea il cui arrivo è imminente.
Il nuovo regolamento sulle classi energetiche degli edifici residenziali rinnoverà la corsa agli interventi di efficientamento avviatasi con l’introduzione dei bonus per l’edilizia e riproporrà ancora una volta le stesse dinamiche alle quali abbiamo assistito in questi ultimi anni: le opportunità ci saranno e saranno numerose, ma solo le imprese che ragioneranno in maniera strategica e si attiveranno per richiedere l’attestazione SOA potranno sfruttarle davvero e aumentare il loro livello di competitività.
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