Mettersi in regola con il fisco per accedere alle migliori opportunità di crescita nel settore edile
Gli ultimi anni sono stati un duro colpo per le aziende edili del nostro Paese.
La pandemia di Covid-19 ha frenato drasticamente la crescita degli operatori economici e il giro d’affari di tante imprese si è ridotto, minacciando di provocare una stagnazione economica molto preoccupante.
Fino a questo momento le autorità hanno tentato di intervenire a favore della ripresa industriale finanziando tutta una serie di misure progettate per stimolare il mercato e consentire alle aziende di accedere agevolmente a una grande quantità di fondi pubblici.
Pensiamo, ad esempio, ai bonus per l’edilizia che, fino ad oggi, hanno permesso al settore edile di superare la tempesta Covid e di crescere, facendo da locomotiva per l’economia nazionale. Oppure, pensiamo anche alle misure per la rottamazione dei debiti accumulati con il fisco. Queste ultime assolutamente necessarie dal momento che le difficoltà incontrate dalle aziende italiane hanno impedito a tanti imprenditori, nolenti, di mettersi in regola con l’Agenzia delle Entrate
E proprio in relazione a quest’ultimo punto, c’è una novità che rappresenta (forse) l’ultima chance per le imprese inadempienti.
Ma quale novità?
Ne parliamo nel seguente articolo.
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Aziende con debiti fiscali superiori a 35.000 euro escluse definitivamente dagli appalti pubblici?
Gli imprenditori più attenti alle news in materia di fisco si ricorderanno bene della recente scadenza dei termini di presentazione della richiesta per la cosiddetta ‘rottamazione-ter‘, ovvero quella misura che consentiva di estinguere i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione, compresi gli avvisi esecutivi dell’Agenzia delle entrate e dell’INPS, senza corrispondere sanzioni ed interessi di mora.
In particolare, tale intervento interessava tutti i debiti maturati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.
Il termine per la rottamazione-ter era stato fissato per lo scorso 5 dicembre, ma ora ci troviamo nel febbraio 2023. E, purtroppo, numerosi operatori economici che lavorano in ambito di appalti pubblici si sono resi conto di un particolare piuttosto preoccupante: in base all’art. 80, comma 4, del D. Lgs. 50/2016, quello che in tanti conoscono come ‘Codice degli Appalti’ o ‘Codice dei Contratti Pubblici’ le aziende che hanno “commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti” sono escluse dalla possibilità di partecipare alle procedure di appalto e, per giunta, sono anche impossibilitate a richiedere l’attestazione SOA.
Nello specifico, il decreto afferma che tali violazioni “devono essere correlate al valore dell’appalto e comunque di importo non inferiore a 35.000 euro“.
In sostanza, chi ha accumulato debiti con l’Agenzia delle Entrate in misura superiore a 35.000 euro si trova davanti una barriera insormontabile che gli impedisce di sfruttare le opportunità di crescita offerte dagli appalti pubblici.
Ma non solo: ricordiamo, infatti, che nel corso del 2022 l’attestazione SOA è stata resa obbligatoria anche per l’esecuzione di opere coperte dai bonus per l’edilizia introdotti per la ripartenza del settore edile, come il noto Superbonus.
Per fortuna, c’è ancora la possibilità di mettersi in regola dal punto di vista fiscale e di attivare la pratica per la SOA: ma rimangono solo una manciata di mesi di tempo.

Rottamazione-quater: il termine è fissato per il 30 aprile 2023
Era già previsto nella Legge di Bilancio 2023, ma ora l’Agenzia delle Entrate lo ha confermato: gli inadempienti che non sono riusciti a rispettare i termini della rottamazione-ter possono ancora mettersi in regola presentando apposita domanda entro il 30 aprile 2023.
Stiamo parlando della rottamazione-quater, una misura che potrebbe permettere a tantissime aziende edili di riprendere il loro percorso in direzione verso la certificazione SOA.
Naturalmente, ci immaginiamo che numerosi imprenditori in qualsiasi settore siano in fremito e stiano alla ricerca di tante informazioni al riguardo, come:
- quali sono le modalità di domanda per la rottamazione-quater?
- quali debiti rientrano in questa misura?
- dovrò pagare i debiti in un’unica soluzione o posso rateizzarli?
- e tante altre domande.
Allo scopo di rispondere a tutti questi interrogativi l’Agenzia delle Entrate ha predisposto un’area sul proprio sito dedicata alla rottamazione-quater completa di tutte le informazioni necessarie per concludere con successo la propria richiesta. Per questo, rimandiamo il lettore a soddisfare qualsiasi dubbio in merito direttamente sul portale dell’ente.
In conclusione
Abbiamo deciso di pubblicare questo articolo per far sapere alle tante aziende desiderose di ottenere l’attestazione SOA che, nonostante i termini per la rottamazione-ter siano scaduti da ormai 3 mesi, c’è ancora la possibilità di mettersi in regola con l’Agenzia delle Entrate e di richiedere questo importantissimo documento.
Ma il tempo stringe.
Se hai debiti con il fisco e stai pensando di richiedere l’attestazione SOA in modo da accedere alle migliori opportunità sul mercato e far ripartire la tua azienda, non farti sfuggire questa occasione: richiedi la rottamazione dei debiti entro il 30 aprile 2023.
Una volta che avrai compiuto questo passo, ti consigliamo di fare in modo di entrare in possesso della certificazione SOA nel minor tempo possibile. I tuoi debiti ti hanno ostacolato fin troppo a lungo: è il momento di ripartire alla massima velocità.
Il team di SOAsemplice può aiutarti a velocizzare la richiesta per l’attestazione SOA gestendo per te l’intera documentazione e occupandosi di affrontare qualsiasi imprevisto possa presentarsi durante il procedimento.
Vogliamo il meglio per la tua azienda: riparti insieme a noi!
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